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La Storia

La Storia

  
Quando si discorre della storia dell’Iran emerge una questione che bisogna chiarire per definire meglio il quadro di indagine: si intende parlare del percorso cronologico delle popolazioni che, dagli albori della civiltà fino ai giorni nostri, abitarono nelle attuali frontiere iraniane, oppure, si vuole descrivere le vicende di quei popoli che, in qualche modo, si considerarono iranici e vissero in un contesto storico-geografico che comprende le regioni dell’Iran odierno e i territori inclusi nei confini dell’Iran antico.

Alcuni studiosi fanno coincidere l’inizio della storia dell’Iran con l’arrivo dei popoli ariani nell’altopiano iranico, il nome dell’Iran deriva da tali popolazioni.

Tuttavia, ciò non significa che, in epoche precedenti, un tale vasto territorio fosse disabitato o privo di segni di altre civiltà.

Prima dell’arrivo delle popolazioni ariane nell’altopiano iranico, molte altre antiche civiltà vi nacquero e scomparvero, ma l’eredità lasciata da alcune di esse in questa contrada, ancora oggi, produce i suoi frutti sotto variopinte forme.

Come esempi di tali civiltà si possono citare le seguente: Sahr-e Sukhte (nel Sistan), la civiltà elamita (a nord della regione di Khuzestan), le civiltà del bacino del fiume Halil Rud nei pressi della città di Jiroft (nella zona di Kerman), la civiltà urbana della duna antica di Siyalk (vicino alla città di Kashan), la civiltà di Urartu (nell’Azarbayejan), Ghiyan Tepe (nella zona di Nehavand), la civiltà dei Mannei nel Kurdistan e nell’Azarbayejan, la civiltà dei Cassiti nel Lorestan.

L’opinione corrente fra gli specialisti colloca l’arrivo nell’altopiano iranico di quelle popolazioni che chiamarono se stessi Ariani il termine ‘Ariano’ nella loro lingua significava ‘nobile’ o ‘signore’ alla fine del secondo millennio avanti Cristo, ma su questa data ci sono pareri molto divergenti.

Dunque, il popolo iraniano possiede una cultura nazionale e una civiltà che si sono formate nel corso dei millenni e hanno raggiunto il loro apice fiorente nel periodo islamico.

Tracce di cultura e civiltà di tal genere si possono osservare in varie forme, per esempio, nelle positività, nelle novità e nella genialità religiosa di questa nazione.

Tanto è vero che, dal punto di vista religioso e culturale, l’Iran ha donato il proprio forziere intellettuale e morale sia all’oriente che all’occidente, a cominciare dallo Zoroastro dell’Accademia di Platone fino al culto misterico di Mithra e, nello stesso modo, ha avuto un ruolo di rilievo nella diffusione della gnosi e del manicheismo, di cui alcune idee si possono trovare anche nel buddismo.

Infine, la grande eredità di un’antica civiltà che per molti paesi dell’Asia ed altre parti del mondo è stata di importanza vitale affida all’Iran islamico l’incarico di renderla degna di lode.

Dal punto di vista cronologico, la storia dell’Iran si può suddividere in varie fasi, in alcuni casi tale suddivisione ha elementi in comune con altre culture e civiltà del mondo, mentre vi sono epoche in cui assume tratti più specifici che, in altri termini, si possono definire come ‘periodi più iranici’.

La divisione cronologica comune ad altre culture del mondo abbraccia le seguenti fasi: il paleolitico, l’epipaleolitico, il neolitico, le tre età del bronzo, il periodo della ‘rivoluzione urbana’, il periodo ‘protodinastico’, l’età del ferro e l’epoca in cui cominciarono a prendere forma i primi governi ed assetti statuali nuovi, dotati di confini politici più precisi.

Il primo governo di tal genere in terra iranica prese forma all’epoca degli Elamiti e non ai tempi dei Medi o degli Achemenidi e, in seguito, sotto la dominazione dei Medi si diede inizio ad una nuova fase con assetti statuali più moderni.

Le maggiori dinastie che si succedettero in Iran sono le seguenti:

I Medi

Essi fondarono in maniera ufficiale il primo governo autonomo in Iran e si ritiene che la formazione del loro regno risalga ai secoli IX e VIII avanti Cristo.

In principio i Medi furono pastori ed agricoltori, poi entrò in scena Dayakku (Deioce in greco) che prese il potere, unificò le diverse tribù e, in seguito, il dominio dei Medi assunse una dimensione imperiale.

Gli Achemenidi:

Ciro II il Grande fu il fondatore di questa dinastia che governò l’Iran per quasi 220 anni.

I Persiani che emigrarono nell’altopiano iranico facevano parte del gruppo indo-iranico, vale a dire un ramo della grande famiglia etnico-linguistica risalente al proto-Indoariano.

Anche i Persiani erano divisi in diverse tribù che furono riunite sotto la guida di Achemene.

Gli imperatori achemenidi erano di fede zoroastriana, ma non imposero mai il loro credo religioso ad alcun popolo.

I Persiani adottarono la scrittura con i caratteri cuneiformi, composta da 42 segni.

Il loro impero è considerato uno fra i più potenti di tutta la storia mondiale.

I Parti (o Arsacidi):

Essi governarono per circa 475 anni.

La loro prima capitale fu Hekaton Police, nota anche come Sad Darvaze, poi cambiò sede e si trasferì nelle città di Ctesifonte e Rey.

I Parti sono chiamati anche Arsacidi, dal nome di Arshak che era un loro antenato.

La dinastia arsacide, durante tutta la sua esistenza, fu costretta ad affrontare sia le tribù nomadi dei confini orientali e sia l’impero romano.

I Sasanidi:

Essi regnarono per 428 anni e la loro epoca viene considerata come l’apice della civiltà iranica nel mondo antico.

Nel periodo sasanide, l’urbanistica, le arti, la diffusione di ponti e altre costruzioni, così come l’espansione dei commerci interni ed esterni, raggiunsero il punto più alto della loro crescita.

Fra le maggiori festività del periodo sasanide sono da ricordare: la festa del Nouruz (il capodanno iraniano); la festa del Mehregan, che ricorre ogni anno nel giorno 16 del mese di Mehr del calendario persiano e rievoca la vittoria dell’eroe Fereydoun sul demone Zahhak; e la festa del Sade che è la festa della scoperta del fuoco e si celebra dopo che siano passati cento giorni dall’inizio dell’inverno.

Con la comparsa dell’Islam e dopo che questa nuova fede fu accolta dalla quasi totalità degli iranici, malgrado ci furono deboli resistenze in alcune zone del paese, il messaggio di fratellanza e uguaglianza della religione musulmana prese il posto della religione zoroastriana che si era fortemente gerarchizzata.

Dopo l’islamizzazione dell’altopiano iranico, per circa due secoli non vi fu alcun governo locale che fosse coinvolto in guerre tribali o religiose, dato che i governatori locali dipendevano dal potere centrale del califfo; fino a quando la dinastia dei Tahiridi emerse nella regione di Khorasan e assunse il governo locale.

I Tahiridi:

Taher Zu-l-Yamanein fu il fondatore della dinastia e, sconfiggendo l’armata di Ali ebn-e Mahan, riuscì ad espugnare Baghdad e diede il suo sostegno a far salire al potere il califfo al-Mamun.

Malgrado la dinastia Tahiride non diede vita ad un governo forte, dopo duecento anni aveva liberato l’Iran dall’influenza araba, causando in parte la comparsa di altre dinastie iraniche.

I Saffaridi:

Questa dinastia governò una parte dell’Iran orientale per 32 anni e il suo fondatore fu Yaqub Leis Saffar.

Dopo la vittoria dell’Imam Ali sui Kharigiti, alcuni di loro fuggirono nel Sistan e crearono alcuni effimeri governi locali.

Fra loro, Saleh ebn-e Nasr ebbe potere e fama, fra le fila del suo esercito militava Yaqub.

I Buyidi:

All’origine i fratelli Buyidi – Ali, Hasan e Ahmad – erano pescatori, poi divennero molto ambiziosi e misero da parte la professione del padre, giungendo al grado di ufficiali nell’esercito di Makan Kaki.

Mentre egli veniva sconfitto da Mardavich, i fratelli Buyidi entrarono tra le fila dell’armata di Mardaviz che scelse il buyide Ali per il governo di Karaj – nome di una località che si trovava vicino a Nehavand nella regione di Hamadan, da non confondersi con la città odierna.

Con il sostegno di alcuni capi militari dell’esercito di Mardaviz, il buyide Ali prese la città di Esfahan ed ebbe la meglio sulle armate del califfo di Baghdad, dando l’inizio alla dinastia dei Buyidi.

Fu dai tempi di tale dinastia che lo sciismo assunse una dimensione ufficiali in Iran.

Gli Ziyaridi:

La dinastia ziyaride successe a quella degli alaviti della regione di Tabarestan.

Naser-e Kabir fu colui che con molta tenacia rese indipendente quella zona, dopo la sua morte, i suoi seguaci si allearono con Afsar Shirviye e conquistarono il Tabarestan.

Ma Afsar non si comportava in maniera degna con i musulmani, di tale fatto approfittò Mardavich che attirò su di se le simpatie della popolazione locale e fondò la dinastia ziyaride.

I Ghaznavidi:
Questa dinastia fu fondata nella città di Ghazna, creata dalla tenacia di un servitore di nome Alabtekin.

I Ghaznavidi erano di stirpe turca e dato che furono i primi corrieri del sovrano della città divennero famosi con tale nome.

L’apice della loro potenza coincide con il regno di Soltan Mahmud il Ghaznavide.

Per quasi 231 anni, la dinastia ghaznavide regnò su vasti territori dell’altopiano iranico.

I Kharazm-shah:

Per circa 138 anni durante l’epoca dei Selgiuchidi, anche la dinastia dei Kharazm-shah governò su alcune zone dell’Iran.

Anushtakin Gharce fu uno dei servitori alla corte del sovrano selgiuchide Malekshah da cui ricevette il governo della regione di Kharazm e per tale motivo questa dinastia prese il titolo di Kharazm-Shah.

Durante il governo di Qotb ad-Din Mohammad, famoso come Ala ad-Din, i Mongoli invasero l’altopiano iranico.

Malgrado la tenace resistenza che Soltan Jalal ad-Din Mankeberni, figlio di Qotb ad-Din Mohammad, mise in atto, fu ucciso in battaglia e la loro dinastia si estinse.

Gli Il-kanidi:

Dopo la fine della dinastia dei Kharazm-shah, i territori dell’Asia centrale insieme alla regione di Khorasan e altre zone dell’Iran entrarono nel dominio dei Mongoli.

I colpi di natura economica, culturale e politica che Gengis Khan inflisse all’Iran non davano alcuna possibilità ad altri governi locali di nascere.

Tale fu il motivo per cui i Mongoli scelsero uno dei capi del loro esercito per governare i territori dei Kharazm-shah.

La dinastia il-khanide regnò per quasi 200 anni.

I Timuridi:

Tamerlano fu il fondatore della dinastia a cui diede il nome, egli dopo aver consolidato il suo governo nell’Asia centrale, rivolse la propria attenzione verso l’Iran, avendo l’intenzione di creare un impero simile a quello di Gengis Khan.

Tamerlano e le sue armate combatterono complessivamente per quindici anni e riuscirono a conquistare diversi territori dell’altopiano iranico.

I Timuridi regnarono per 104 anni.

I Safavidi:

Shah Esmail I il Safavide, originario della città di Ardabil, fu il fondatore della dinastia che governò l’Iran per quasi 239 anni.

Ai tempi dei Safavidi, l’Iran ebbe una crescita economico-politica mai vista in tutto il periodo successivo alla comparsa dell’Islam, acquisendo una certa rilevanza fra le potenze dell’epoca.

Gli Afsharidi:

Nader Shah fu il fondatore di questa dinastia.

Egli proveniva dalla tribù degli Afshar, i quali vennero respinti da Shah Esmail I dall’Azarbayejan verso il Khorasan.

La maggior parte degli storici attribuisce 60 anni di età al governo degli Afsharidi.

Gli Zand:

La dinastia degli Zand, fondata da Karim Khan-e Zand, fu un governo di origine persiana.

Dopo l’uccisione di Nader Shah, l’Iran cadde in un periodo di crisi e disordini, Karim Khan represse alcune rivolte dei suoi oppositori e prese il potere nella città di Shiraz.

Questa dinastia governò su alcune zone del paese per 46 anni.

I Qajar:

Essi regnarono in Iran per 130 anni e il fondatore di questa dinastia fu Agha Mohammad Khan-e Qajar che si incoronò a Tehran.

Il periodo di questa casata di origine turcomanna coincise con una fase in cui si registrano progressi nel campo scientifico, economico e sociale in tutto il mondo, ma il governo dell’Iran divenne uno dei più deboli.

Malgrado il paese fosse apparentemente indipendente, in realtà, i veri amministratori erano i consoli – neanche gli ambasciatori – delle varie potenze straniere, in particolare Russia e Inghilterra.

Il sovrano Fath Ali Shah dovette cedere, in una volta sola, e senza alcuna guerra, 18 città iraniane alla Russia zarista.

In quel periodo, d’un tratto, ogni tipo di sviluppo e progresso si fermarono in Iran.

L’ultimo re di questa dinastia fu Ahmad Shah che in esilio venne assassinato in tenera età.

I Pahlavi:

Essi regnarono in Iran per 54 anni.

Reza Shah fu il fondatore di questa dinastia, si incoronò a Tehran nell’anno 1304 dell’egira solare (1924)e regnò per 16 anni.

Quindi la corona passò di padre in figlio e, infine, nell’anno 1357 dell’egira solare (1979), grazie alla rivoluzione islamica guidata da Imam Khomeini, il regno dei Pahlavi fu rovesciato.

La rivoluzione islamica dell’Iran:

Il giorno 22 del mese di Bahman del 1357 (10 febbraio 1979), il risveglio islamico del popolo iraniano raggiunse il suo apice con la guida di Imam Khomeini: si pose fine all’epoca della monarchia ereditaria e fu istituito il governo della Repubblica islamica.

Il risveglio islamico in Iran iniziò nell’anno 1341 con la vigorosa protesta di Imam Khomeini, e di altri religiosi intellettuali, sia contro la proposta di legge che voleva riformare l’amministrazione locale, sia contro tutto ciò che Mohammad Reza Shah considerava la ‘rivoluzione bianca’ del re e della nazione.

Il secondo giorno del mese di Farvardin del 1342 ebbe luogo un’assemblea per commemorare il martirio di Imam Ja‘far as-Sadiq nella Scuola di Feiziye della città di Qom, dove un gruppo al soldo della Savak, la polizia segreta del regime dei Pahlavi, attaccò l’edificio e fece spargere sangue.

Tale episodio rese il clero e il popolo ancora più determinati e l’Ayatollah Khomeini tenne un discorso storico e memorabile.

A causa del suo appello, l’Ayatollah Khomeini fu arrestato dagli agenti della Savak nella notte del 15 Khordad 1342 e venne trasferito a Tehran.

Con la diffusione di questa notizia, si verificarono imponenti manifestazioni di protesta nelle diverse città del paese, mentre il regime dei Pahlavi dava l’ordine di reprimere tali sommosse popolari.

Nella rivolta storica del 15 Khordad 1342, data che segna un momento determinante dell’inizio del risveglio islamico in Iran, furono uccise e ferite migliaia di persone in molte città del paese.

Il 4 Aban 1343, nella Grande Moschea di Qom, Imam Khomeini pronunciò altre parole che lasciarono un segno indelebile e annunciarono un destino irreversibile: egli si opponeva ad una proposta di legge che voleva approvare i privilegi dei consulenti americani in Iran (capitolasion), e riteneva che potesse essere causa della schiavitù degli iraniani, nociva all’indipendenza del paese e un’onta incancellabile del regime dei Pahlavi.

Il 13 Aban 1343, la reazione della corona fu quella di mandare in esilio l’Ayatollah Khomeini, prima in Turchia e poi nella città di Najaf in Iraq.

Tuttavia, la lotta e le sommosse popolari continuarono.

Il 13 Mehr 1357, Imam Khomeini si trasferì in Francia, da dove dava il suo appoggio fondamentale alla rivoluzione islamica.

La sua abitazione nel piccolo villaggio di Neauphle le Chateau vicino a Parigi, divenne il centro della stampa mondiale.

Nel mese di Aban il livello di lotta raggiunse un livello tale che ci furono molti scioperi da parte dei lavoratori della Compagnia petrolifera, delle Poste e telegrafo, della Banca nazionale, dell’Ente per l’acqua, della radiotelevisione ed altri ancora.

Infine, dopo 15 anni di esilio, il giorno 12 Bahman 1357 Imam Khomeini ritornò in patria e con la sua guida il 22 Bahman 1357 – dopo tanti anni di lotta, tenacia, sacrifici e resistenza – la rivoluzione islamica raggiunse la vittoria finale grazie al sostegno del popolo.

Dunque, il primo Aprile 1979 con un referendum popolare venne costituita la Repubblica Islamica dell’Iran con il voto favorevole del 98,5% degli aventi diritto.

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